Il richiamo irresistibile della carta colorata

Creatività

La mia memoria è un colabrodo, una vera schifezza. Non trattiene nulla. Eppure non mi sorprendo di ricordarmi perfettamente cosa stesse appeso alle pareti della nostra cameretta di bambine. Il nostro babbo (a cui dobbiamo gran parte di quello che siamo) ci aveva disegnato un Puffo gigante bello azzurro. Aveva però commesso un errore fondamentale e cioè dipinto una fragola vera al posto delle tanto famose pufbacche, un dettaglio che mi ha sempre creato un infantile disagio. Su un’altra parete avevamo due quadretti regalatici da un remoto amico di famiglia che, ritagliando i nostri nomi con delle lettere di giornale, in un collage sorprendentemente moderno, aveva incollato tutto intorno tanti aggettivi diversi  per descriverci. Mi ricordo che io ero “dinamica” e “in vera pelle” tra le altre cose. E’ anche normale che me li ricordi visto che hanno fatto parte dello scenario delle nostre vite per un sacco di anni e per di più in quegli anni più sensibili in cui si assorbe tutto come una spugna. Per questo ho sempre pensato che se avessi dovuto arredare la camera di un bambino l’avrei riempita di mille cose, tappezzando i muri per ogni centimetro con foto straordinarie e cartine e parole e disegni. Se i miei avessero appeso una cartina dell’Italia sopra il mio letto so per certo che la mia conoscenza della geografia avrebbe raggiunto vette da Nobel piuttosto che rimanere inesistente. E’ un po’ da questo che è nata l’idea di creare collage per le camerette dei bambini… da questo e dall’incontrollabile desiderio di possedere carta colorata. Okay, la vera ragione è la carta colorata. collageVolendo essere più serie e autorevoli, il collage ci piace perchè è illustrazione che richiede manualità extra. Dopo aver così a lungo lavorato con Illustrator in digitale è come chiudere un cerchio e ritornare alla carta. E alla colla. Insomma, passare un pomeriggio a creare un collage è per noi diventato in brevissimo tempo il massimo ideale di rilassatezza e serenità. Ma non immaginateci armate di taglierini e forbicine perchè sarebbe un immagine un po’ troppo romantica. Immaginateci piuttosto ad infilare fogli colorati nel nostro amato Silhouette Portrait, uno dei giochi preferiti dei bambini grandi. La macchinetta regala grandi soddisfazioni, soprattutto se si tratta di tagliare fogli con una grammatura medio bassa. Frutto di uno di quegli acquisti dettati dal semplice desiderio di possesso, si è rivelato un amico fedele per ritagliare tutte quelle fustelle e bigliettini che prima segavamo a mano con incredibili risultati di stortezza. il_fullxfull.711049665_a70tUn’unica nota. Se volete acquistarlo per ritagliare le forme create da voi, mettete in conto di dover spendere qualche soldino in più per comprare anche il programma che vi permetterà di importare i vostri disegni e gettarli in pasto alla belva. A breve cercheremo di nutrirlo anche di stoffa e se vi interessa vi faremo sapere i risultati. Inizialmente siamo andate un po’ a casaccio creando temi generici e semplicemente beandoci delle mille sfumature di colore, ma andando avanti vogliamo realizzare collage dedicati ai libri. Visto che siamo ossessionate da Anna dai Capelli Rossi in questo momento, sognamo di realizzare la piccola casetta dal tetto verde in tutti i suoi piccoli dettagli. La nostra speranza è quella di pilotare con gentilezza i bambini verso la pagina scritta, di immergerli fin da piccoli in storie e meraviglie così che possano scoprire fin da subito la gioia contenuta in un libro. Questo lo abbiamo fatto per il nostro mini cuginetto ispirandoci a Verne e al suo 20.000 lege sotto i mari. Lalla

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Literary poster: Alice’s adventures in Wonderland dalla A alla Z

Poster

Cinque mesi per creare un poster non mi sembra un tempo molto ragionevole, eppure è quello che ci ho messo per ultimare l’alfabeto di Alice. Era l’inizio di ottobre quando schizzavo la prima A e ho ultimato la U giusto l’altro ieri, sentendomi come se fossi arrivata in fondo ad una maratona eterna. E’ chiaro che non è che io ci abbia messo 3600 ore per disegnarlo, come è chiaro che se Luisa non mi avesse spaccato le balle fino alla morte probabilmente lo avrei finito nel 2016 (o forse mai). E’ troppo facile distrarre il mio cervello.   alice1

Quello degli alfabeti è diventato un po’ un gioco: immaginare alfabeti per tutti i libri che ci saltano in mente. Scriviamo liste su fogli che poi regolarmente vengono inghiottiti e digeriti dalla nostra casa… per poi essere riscritti nuovamente. Quelli preferiti di Luisa sono quello dell’Odissea e quello dell’Inferno della Divina Commedia e ci prova sempre a convincermi a disegnarli. Per il secondo mi ci vorrebbe perlomeno Virgilio per farmi arrivare fino in fondo, mentre quello dell’Odissea un po’ mi stuzzica. Vorrei cimentarmi a trovare uno stile un po’ “greco” ma ho anche paura che il mio cervello non riuscirebbe a dimenticarsi di Hercules della Disney e produrrebbe qualcosa di totalmente uguale.

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Ovviamente la più puzzona di tutte le lettere è la X. Quella ormai non ci provo neanche più a scovarla. Ma anche la U, la Q e la Z possono dare delle emozioni. Quando sono ormai alla frutta, e cioè dopo essermi passata con il “Trova” l’intero PDF del libro inserendo le iniziali che mi mancano (attenzione, può avere effetti collaterali), imbraccio il vocabolario e mi leggo pagine di nomi alla ricerca di un’illuminazione. C’è forse un modo migliore per passare il proprio tempo?

Per fortuna con Alice non ho dovuto arrampicarmi troppo sugli specchi: “very cute dance” è solo una piccola arrampicatina che non ha richiesto neppure le ventose.
Vi presentiamo quindi il poster nella sua interezza. Luisa è stata così cortese da scrivermi il titolo per bene.
Il tutto è fantasticamente colorato, tipo che ha 300.000 colori… quindi me lo immagino appeso nella cameretta di un bambino mentre lui salta sul letto strillando “Tagliategli la testaaa!”.

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PS. perché i tramonti son pupazzi da legare?

Il poster dell’alfabeto di Alice è ora disponibile nel nostro negozio qui.